
Audi R8: la supercar che ha aperto una nuova strada per Audi
Nota per le sue berline comode ed eleganti e per la famosa trazione Quattro, nel 2006 la casa dei Quattro Anelli ha sorpreso il mercato con la sua concept di R8 presentata al salone di Parigi, lanciando il guanto di sfida alle più famose supercar di Ferrari, Lamborghini e Porsche.
È nata sull’onda dei successi sportivi a Le Mans dell’Audi R8 sebbene con quella sigla poi non condividerà molto se non abbinare un nome di successo nelle competizioni dei primi anni 2000. Valorizzando l’esperienza in pista in termini di tecnologia e performance di successo, gli ingegneri Audi crearono questa prima supercar a motore centrale con linee pulite, superfici nette, qualità costruttiva impeccabile.
Grazie alla piattaforma della Lamborghini Gallardo, ne capitalizzava lo schema meccanico e la trazione integrale, disponibile inizialmente con motore V8 e cambio manuale per poi recuperare negli anni il V10 e il cambio automatico della sportiva di “famiglia” del casa del Toro. La R8 è una coupé a due posti secchi, con motore centrale longitudinale, riconoscibile per il suo design iconico con le famose “side blades”. Lanciata sul mercato con un motore V8 4.2 FSI da 420 cv, prelevato dall’Audi RS4, poteva contare sulla trazione integrale Quattro con maggiore trasferimento di potenza e coppia al posteriore, cambio manuale toccava da fermo i 100 km/h in 4”6 secondi per una velocità massima di 301 km/h.
Nel 2009 venne introdotta una nuova motorizzazione di derivazione Lamborghini: il V10 5.2 FSI da 525 cv e 530 Nm. La velocità massima saliva a 316 km/h e l’accelerazione 0-100 km/h scendeva a 3”9. Il cambio era un semi-automatico robotizzato denominato R-Tronic che qualche anno più tardi fu sostituito da un più moderno cambio S-Tronic a doppia frizione di casa Audi. È stata realizzata anche in versione cabrio, denominata Spyder.
A fine carriera della prima generazione, nel 2015 Audi tentò anche la strada dell’elettrico (e-tron), proponendo una versione dotata di due motori elettrici collocati tra le ruote posteriori per una potenza complessiva di 462 cv e 920 Nm di coppia. L’accelerazione da 0 a 100 km/h era completata in 3”9 secondi, la velocità era autolimitata a 250 km/h. Con una batteria di 90 kwh Audi dichiarava un’autonomia di 450 km. Il costo esorbitante e lo scarso successo (meno di 100 esemplari venduti) spinsero Audi a chiudere anticipatamente questa esperienza.
Nel 2013 la R8 beneficiò di un restyling che le portò in dote nuovi fari a LED anteriori e il nuovo cambio S-Tronic, mentre a livello di motorizzazioni il V8 venne potenziato a 430 cv, mentre il V10 da 5.2 litri da 525 CV venne affiancato da una versione Plus da 550 cv.
Sono state lanciate alcune versioni speciali:
- Audi R8 V12 TDI Concept: presentata nel 2008 con un’estetica dedicata, disponeva del V12 da 6.0 litri biturbo a gasolio da 500 cv e 1.000 Nm derivato da quello utilizzato da Audi nelle competizioni di Le Mans; fu montato successivamente sulla Q7 (SQ7) e il modello rimase un semplice prototipo mai entrato in produzione;
- Audi R8 GT: prodotta nel 2011 in soli 666 esemplari (la metà in versione Spyder) erogava 560 cv, assetto, telaio ed appendici aerodinamiche orientate alla sportività.
Nel 2015 veniva introdotta la seconda generazione della Audi R8: strettamente derivata dalla Lamborghini Huracan, ne riprendeva la meccanica (motore V10, cambio doppia frizione e trazione integrale permanente) abbandonando definitivamente il V8 puntando solamente sul V10.
A livello di design assistiamo ad un evoluzione delle linea che diventano più spigolose sebbene meno estreme rispetto a quelle della cugina di casa Lamborghini.
Rispetto alla prima generazione viene messa a dieta, riducendo il peso di circa 50 Kg, grazie all’ampio ricorso di fibra di carbonio e di alluminio per il telaio e parte della carrozzeria.
La motorizzazione di ingresso contava su 540 cv, quella più spinta, la R8 V10 Plus toccava i 610 cv, con scatto da 0 a 100 km/h in 3”2 e velocità massima di 320 km/h.
Con il restyling del 2019, la versione Quattro guadagnava 30 cv toccando così i 570 cv (accelerazione 0-100 km/h in 3”4, 324 km/h la velocità massima); la versione Performance arrivava a 620 cv con 3”1 per toccare da fermo i 100 km/h e una velocità massima di 331 km/h. Venivano poi prodotte anche versioni più dure e radicali come la R8 RWS, a trazione posteriore, e la R8 GT RWD, prodotta in serie limitata. Nel 2023 la produzione termina definitivamente.
È già una futura “instant classic”
La Audi R8 ha cambiato la percezione del brand, portandolo ai vertici del segmento delle supercar grazie anche alla presenza di una cugina italiana con cui condividere il prestigioso V10 aspirato con il suo sound inconfondibile e una progressione lineare difficile da replicare con un motore sovralimentato. Ma il destino era già scritto: l’era dei grandi V10 aspirati stava finendo.
Chi la cerca oggi non vuole solo una supercar: cerca un’auto che racconti un’epoca, quando in assenza di elettrificazione motore, sound e sensazioni erano al centro di tutto.
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