
BMW M2: l’essenza pura delle versioni “M”
Annunciata a fine 2015 e poi entrata in produzione ad inizio 2016, la BMW M2 differisce dal resto della gamma serie 2 per diversi aspetti, dal disegno dei paraurti, con quello anteriore dotato di prese d’aria più grandi, e quello posteriore che integra i due grandi terminali di scarico sdoppiati, caratteristici delle versioni M più spinte, ai parafanghi bombati, necessari per ospitare la specifica gommatura più generosa.
Le note “branchie” laterali in corrispondenza dei parafanghi anteriori, segno distintivo delle BMW marchiate “M”, gli interni con particolari M su volante, sedili, poggiapiedi e pomello del cambio completano l’esclusività di questo modello sportivo grazie al quale gli appassionati della casa di Monaco tirarono un sospiro di sollievo. BMW tornava finalmente a produrre una sportiva compatta, leggera e muscolosa, capace di far rivivere lo spirito delle leggendarie M3 degli anni ’90, era una dichiarazione di intenti, una risposta a chi temeva che la divisione “M” stesse diventando troppo tecnologica, troppo filtrata, troppo lontana dall’essenza meccanica del piacere di guida. A rendere iconico questo modello, una sorta di sorella minore delle più note M3/M4, fu la sensazione analogica: sterzo diretto, bilanciamento perfetto e un controllo di trazione poco invasivo, per lasciare il guidatore libero di divertirsi.
Sotto il cofano trova posto lo stesso 3 litri (2.979 cm³) turbocompresso della M235i, rivisto adeguatamente attingendo componenti dalla più grande e potente M4, ottenendo così di 370 CV a 6500 giri/min e 465 Nm tra i 1400-5560 giri, scaricati a terra dall’asse posteriore; il peso a secco è di 1495 kg. Dotata di un differenziale autobloccante a controllo elettronico. la M2 è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 4’’5 secondi con il cambio manuale a 6 marce, mentre nel caso del cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti il tempo si abbassa a 4’’3 secondi. La velocità massima è limitata a 250 km/h, ma il limitatore può essere alzato fino a 270 km/h grazie al pacchetto opzionale M Driver Package.
Con il restyling della serie 2 avvenuto nel maggio 2017, anche la M2 viene aggiornata e presentata a salone di Pechino dell’aprile 2018 in configurazione Competition con il motore 3.0 litri era stato portato da 370 a 410 cv di potenza massima: il motore dotato di doppia sovralimentazione disponeva di una coppia massima di 550 Nm. Ma questa versione era solo l’antipasto per la successiva serie limitata M2 CS (Club Sport) prodotta in soli 2.200 esemplari e con potenza ulteriormente innalzata a 450 cv.
Questa versione dedicata alla pista, utilizzava lo stesso motore della M4 Competition, accelerava da 0-100 km/h è di 4’’0 secondi con il cambio manuale a sei marce, scendendo a 3’’8 secondi nel caso di cambio automatico a doppia frizione a 7 marce. Disponeva di un impianto frenante maggiorato, con dischi dal diametro di 400 mm e pinze a sei pistoncini sull’asse anteriore, e 380 mm con 4 pistoncini al posteriore, optional i freni in carboceramica per un maggiore mordente e resistenza alla fatica e peso ridotto di 22 kg. Le sospensioni erano adattive con il differenziale del tipo autobloccante elettronico, i mozzi delle ruote e i bracci delle sospensioni erano realizzati in alluminio forgiato, con albero di trasmissione in fibra di carbonio per risparmiare peso. Il cofano, il tetto e le varie parti aerodinamiche come spoiler e splitter erano prodotti in un materiale composito, rendendo il corpo vettura più leggero di 11,5 kg.
Una vera “baby supercar”, capace di girare al Nürburgring con tempi vicini a quelli di una M4, grazie alla tiratura limitata, oggi è già un oggetto da collezione.
Nell’ottobre 2022 entrava in scena la seconda generazione della M2 Coupé (G87), con un design più squadrato, spigoloso, aggressivo quasi divisivo, che si staccava molto dalla versione precedente.
Cresceva in dimensioni e presenza scenica con parafanghi allargati e griglia del radiatore a doppio rene senza cornice con listelli orizzontali. All’interno era presente un nuovo display curvo che funge sia da quadro strumenti che da sistema multimediale.
Il motore a sei cilindri in linea di 3.0 litri biturbo da 480 cv a 5.620 giri/min e 550 Nm tra 2.700 giri/min, era derivato da quello montato sulle M4. La trazione era solo posteriore ed era disponibile con cambio manuale a 6 marce o con automatico a 8 marce a doppia frizione.
Lo scatto da 0 a 100km/h era raggiunto in 4’’2 secondi con il cambio manuale, 4’’0 secondinel caso di cambio automatico, la velocità massima era limitata a 250 km/h, ma poteva essere aumentata a 285 km/h con il pacchetto M Driver.
La più recente release, la M2 CS,arriva ad erogare 530 cv, 650 Nm di coppia, scatta da 0 a 100 km/h in 3’’8 secondi toccando ben 302 km/h di velocità massima!
M2: l’ultimo baluardo del piacere di guida
In un’epoca di downsizing, SUV e ibridi plug-in, la BMW M2 resiste come l’ultimo bastione del divertimento meccanico puro. È un’auto che parla al cuore di chi guida, non solo ai numeri o alle prestazioni assolute. Una macchina da godere curva dopo curva, marcia dopo marcia, come si faceva una volta. E forse è proprio questa la sua magia: ricordarci che la vera emozione non ha bisogno di compromessi.
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