
BMW M5: la super berlina diventata leggenda
Introdotta sul mercato nel 1985, la BMW M5 ha avviato il segmento di mercato delle auto da famiglia premium con prestazioni da supercar. Già all’inizio degli anni ’70 ci sono stati i primi esperimenti di berline delle case tedesche opportunamente “vitaminizzate” (Mercedes-Benz avviava in quegli anni la collaborazione con il preparatore AMG): per BMW la prima applicazione è avvenuta nel 1979 con la M535i che disponeva del sei cilindri di 3,5 litri preso a prestito dalle 635i e 735i che erogava 218 cv.
Ma solo nel 1985 quando BMM si affidò al reparto Motorsport nasceva la prima vera M5 (versione E28): montava sempre il sei cilindri in linea da 3.5 litri derivato dalla M1 con ben 286 cv, potenza piuttosto elevata per una berlina di quel periodo. Disponeva di un differenziale autobloccante al 25% ed freni con ABS e i dischi anteriori autoventilati. La velocità massima toccava i 245 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 6″5.
La versione successiva (E34) arrivò sul mercato nel 1988, il motore 6 cilindri in linea aspirato cresceva di cilindrata, portata prima a 3.6 litri (315 cv) e poi a 3.8 litri (340 cv). Vennero introdotte anche le sospensioni autolivellanti EDC e regolabili su due livelli, Comfort e Sport. Le prestazioni migliorano rispetto alla versione precedente, con la velocità massima autolimitata elettronicamente a 250 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h contenuta in 6″2 per la versione iniziale da 315 cv, che scendevano a 5”9 nel successivo aggiornamento a 340 cv. Per la prima volta, la M5 veniva proposta anche in versione station wagon (Touring), sebbene i risultati di vendita premiarono ampiamente la configurazione berlina.
Nel 1998, BMW lancia sul mercato la nuova M5 (E39) che cambia completamente nel reparto motoristico adottando un V8 da 4.9 litri da 400 CV e 500 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a 6 marce e differenziale a slittamento limitato auto- bloccante al 25%.
Disponibile nella sola configurazione berlina, era dotata dei primi sistemi elettronici di supporto alla stabilità, il DSC (Drive Stability Control), e di un servosterzo a regolazione elettronica, Servotronic. Accelerava da 0 a 100 km/h in 5″3, mentre la velocità massima era autolimitata a 250 km/h.
Nel 2005, entra sul mercato la versione E60 che montava un V10 5.0 litri aspirato da 507 cv e coppia di 520 Nm, ispirato direttamente ai motori di Formula 1, e poteva raggiungere gli 8.250 giri.
Dotata di un cambio sequenziale SMG a 7 rapporti che poteva funzionare anche in manuale, con cinque diverse regolazioni di velocità di cambiata, disponeva della funzione Launch control per ottimizzare i tempi di accelerazione da fermo. Copriva lo scatto da 0 a 100 km/h in 4″5, mentre la velocità massima rimaneva limitata a 250 km/h.
Era disponibile anche in versione Touring. Esteticamente si distingueva dalle versioni “normali” per i cerchi in lega da 19″, i quattro scarichi posteriori e le griglie laterali cromata.
Con successiva generazione del 2011 la M5 F10, venne sostituito il V10 da 5.0 litri con un V8 biturbo 4.4 litri da 560 cv e 680 Nm di coppia, arrivando poi a toccare i 600 cv nella versione Competition.
L’accelerazione migliorava ancora con uno stacco da 0 a 100 km/h in 4”4 (4”2 in versione Competition), mentre la velocità massima era sempre autolimitata a 250 km/h, salvo installare il l’M Driver’s Package, che spostava il limitatore a 305 km/h.
Il cambio automatico-sequenziale SMG a 7 rapporti venne sostituito da un aggiornato cambio automatico a doppia frizione, sempre a 7 rapporti. Grazie ad alcune soluzione mirate a contenere consumi ed emissioni, quali il sistema Start & Stop ed il sistema di recupero dell’energia cinetica in frenata, BMW dichiarava una riduzione di consumi del 30% rispetto al modello che andava a sostituire.
Esternamente si riconosceva la M5 dalla prese d’aria anteriori, dai terminali di scarico posteriori e dai cerchi in lega da 19 pollici. Erano disponibili in opzione anche i freni in carboceramica.
Nel 2017 con la M5 F90 BMW introduce per la prima volta la trazione integrale M xDrive: opportunamente tarata alla sportività, consentiva di scegliere una trazione ne “sicura” sulle quattro ruote o più sportiva sulle sole ruote posteriori.
Il motore V8 biturbo di 4.4 litri erogava 600 cv (625 cv nella versione Competition) e 750 Nm di coppia, portando la M5 a completare lo scatto da 0 a 100 km/h in 3”4 (3”3 per la Competition). La velocità massima, limitata a 250 km/h, poteva arrivare a 305 km/h con l’adozione del pacchetto M Driver’s Package.
Il cambio era un classico ZF automatico con convertitore di coppia ad otto rapporti, che sostituiva il doppia frizione della precedente generazione, opportunamente rivisto per gestire potenza e coppia in gioco ed orientato alla sportività e alla velocità di cambiata a seconda dei settaggi impostati.
Nel 2021, BMW ha presentato la M5 CS (Competition Sport), con potenza innalzata a 635 cv: scattava da 0 a 100 km/h in 3”0 anche grazie alla cura dimagrante del reparto Motorsport che consentiva di risparmiare ben 116 kg grazie ad una serie di alleggerimenti come il ricorso a parti in carbonio, come i sedili anteriore e una riduzione del materiale isolante e fonoassorbente, e all’impianto frenante in carboceramica.
Nel 2024 debutta la nuova M5 G90: anche il reparto Motorsport di BMW si inchina alle esigenze regolatorie in tema di inquinamento elettrificando il V8 4.4 litri biturbo (da 585 cv) con un motore elettrico (da 197 cv) per una potenza complessiva di sistema di 727 cv e ben 1.000 Nm di coppia. Batteria e motore elettrico si fanno sentire sul peso complessivo dell’auto che ora tocca i 2.400 kg, circa 500 kg in più della precedente generazione.
Il cambio è solito ZF automatico con convertitore di coppia a 8 marce opportunamente tarato per gestire potenza e coppia in abbondanza.
Impiega 3”5 nello scatto 0-100 km/h, la velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h, ma può essere elevata a 305 km/h grazie l’M Driver’s Package. Dotata dello schema a trazione integrale M xDrive, può «lavorare» a quattro o a due ruote motrici (posteriori) a seconda dei settaggi impostati. È disponibile anche in configurazione station wagon.
BMW M5: supercar in abito da sera
A quarant’anni dal lancio della prima generazione, la M5 rimane la berlina simbolo per prestazioni, sportività di guida, lusso ed eleganza. Questo capolavoro dell’ingegneria automobilistica tedesca le dona una doppia anima per un uso quotidiano abbinato a quello sportivo anche in pista, sebbene la recente elettrificazione la renda forse un po’ meno agile rispetto al passato.
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