
Tre giorni sul Lago di Como, cinquanta vetture selezionate tra le più rare al mondo, due anteprime mondiali firmate BMW Group, un’asta con oltre settanta lotti pregiati e una manciata di one-off che non esisteranno mai in due esemplari identici. Il Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2026 – svoltosi dal 15 al 17 maggio tra il Grand Hotel Villa d’Este di Cernobbio e l’adiacente Villa Erba – ha confermato ancora una volta il proprio ruolo di epicentro mondiale dell’automotive di lusso e collezionismo.
Dal 1929 l’evento accompagna i grandi cambiamenti dell’industria automobilistica, e l’edizione 2026 non fa eccezione: a pochi anni dal centenario, il Concorso si presenta più ricco e più stratificato che mai, capace di tenere insieme il fascino immutabile delle vetture storiche e le sfide aperte del lusso contemporaneo
Il Concorso d’Eleganza: cinquanta capolavori su erba verde
Come da tradizione, il cuore dell’evento è il Concorso vero e proprio, con le vetture selezionate da BMW Group Classic che sfilano lungo i viali del parco storico di Villa d’Este. Nell’edizione 2026 sono otto le classi in concorso, ognuna dedicata a un capitolo diverso della storia dell’automobile: dall’opulenza sartoriale degli anni Venti e Trenta, passando per i corpi vettura su misura degli anni Cinquanta, fino alle icone GT, alle decappottabili, alle leggende dell’Endurance firmate dalla Scuderia di Maranello e alle supercar degli Ottanta e Novanta.
Il riconoscimento più ambito, il Trofeo BMW Group – Best of Show, viene assegnato dalla giuria internazionale presieduta da Lorenzo Ramaciotti alla vettura più significativa dell’intera manifestazione. Il vincitore riceve in premio un esemplare unico dell‘1815 Chronograph firmato A. Lange & Söhne, realizzato appositamente per l’occasione in oro bianco 18 carati con quadrante in oro rosso e fondello inciso a mano con lo stemma del Concorso.
La Coppa d’Oro, invece, è voce del popolo: a decretarla è il pubblico presente. Nell’edizione 2026 il premio più democratico della manifestazione è andato a una Mercedes-Benz 300 SL del 1963, esemplare della versione Roadster di seconda serie – nota anche come W198 II – che negli anni Sessanta rappresentò l’evoluzione decappottabile della leggendaria Coupé con le ali di gabbiano. Una scelta che racconta quanto il pubblico di Villa d’Este riconosca ancora nell’automobile classica un valore che va al di là del semplice dato tecnico.
Vision BMW ALPINA: il futuro del lusso ad alte prestazioni
Se le vetture storiche rappresentano la memoria dell’evento, le anteprime mondiali ne sono la voce del futuro. E nell’edizione 2026 la rivelazione più attesa portava la firma del marchio che ha appena intrapreso il più importante cambio di status della propria storia quasi sessantennale: BMW ALPINA.
Il 2026 segna infatti l’ingresso ufficiale di Alpina nel BMW Group come brand esclusivo a sé stante, dopo il completamento dell’acquisizione avvenuta a gennaio. E il palcoscenico scelto per presentare al mondo la nuova direzione del marchio è stato, non a caso, Villa d’Este: il luogo dove il marketing automobilistico si veste di haute couture.
La Vision BMW ALPINA è una coupé granturismo da 5,20 metri che raccoglie il testimone ideale dalla leggendaria B7 Coupé degli anni Settanta. Il frontale è dominato dal celebre shark nose rivisitato come struttura tridimensionale scolpita, mentre la fiancata è percorsa da una speed feature line inclinata di sei gradi che suggerisce movimento anche a vettura ferma. Le linee decò, marchio di fabbrica Alpina dal 1974, sono dipinte a mano sotto lo strato trasparente della carrozzeria. I cerchi in lega da 22 pollici anteriori e 23 posteriori riprendono il classico disegno a 20 razze, presente nel DNA del marchio fin dal 1971.
Sotto il cofano batte un V8: la scelta tecnica e simbolica più importante del progetto. BMW ALPINA non si posiziona sul terreno della sportività estrema da pista – quello resta appannaggio della divisione M – ma punta su una formula rara: velocità autostrada, comfort superiore, lusso autentico e personalizzazione artigianale. In cabina, pelle Lavalina da fornitori dell’area alpina, legni a poro aperto, dettagli metallici lavorati con tecniche mutuate dall’alta orologeria. E, dietro il tunnel posteriore, un meccanismo motorizzato che solleva automaticamente una bottiglia in vetro e due bicchieri in cristallo incisi con venti deco-linee: un tocco scenografico che riassume perfettamente l’anima del marchio.
Il primo modello di serie della nuova era Alpina è atteso già nel 2027, sviluppato sulla base della BMW Serie 7. Il posizionamento è ora definitivo: uno spazio esclusivo tra i vertici della gamma BMW e il mondo Rolls-Royce.
Kimera K-39: l’hypercar italiana con il cuore svedese
Se il debutto di BMW ALPINA era atteso, la presentazione della Kimera K-39 al FuoriConcorso di Villa d’Este ha rappresentato una delle sorprese più clamorose della settimana. Il marchio piemontese fondato da Luca Betti, noto fino a oggi per le sue reinterpretazioni moderne delle Lancia da rally – le EVO37 ed EVO38 – ha alzato improvvisamente l’asticella con il suo progetto più ambizioso: la prima hypercar stradale completamente originale della sua storia.
La K-39 non è un restomod. È un’automobile costruita da zero su monoscocca in fibra di carbonio, con un design fortemente ispirato alle vetture Gruppo 5 e alle silhouette da Sport Prototipi degli anni Ottanta, ma con appendici aerodinamiche – s-duct anteriore, diffusore posteriore massiccio – che raccontano un’ingegneria totalmente contemporanea. Significativo il contributo di Dallara, che ha affiancato Kimera come partner tecnico di sviluppo.
La vera rivelazione, però, è sotto il cofano: Kimera ha stretto una collaborazione con Koenigsegg per sviluppare un V8 biturbo dedicato appositamente alla K-39. Il motore eroga 1.000 cv a 7.350 giri al minuto e 1.200 Nm di coppia, con limitatore fissato a 8.250 giri. I turbo sono stati ridimensionati e alleggeriti rispetto alle applicazioni più estreme della casa svedese, per ottimizzare la risposta del pedale del gas e la guidabilità. Il propulsore è omologato per uso stradale e aggiornabile da remoto tramite la piattaforma cloud Koenigsegg. La produzione è limitata a 77 esemplari, con consegne previste a partire dal 2027.
Dopo il debutto sul Lago di Como, la K-39 intraprende un roadshow internazionale che toccherà Goodwood Festival of Speed, Monterey Car Week, Le Mans Classic e Spa-Francorchamps. La versione da competizione è già destinata alla Pikes Peak International Hill Climb, con dieci esemplari riservati ai clienti fondatori del progetto.
Pagani Zonda Cervino: l’arte del programma Unico
Pagani Automobili ha portato sul Lago di Como due esemplari che raccontano due filosofie complementari. Al Concorso d’Eleganza vero e proprio era esposta la Zonda C12 S con motore aspirato da 7,0 litri, restaurata attraverso il programma Rinascimento — il processo con cui l’Atelier di San Cesario sul Panaro riporta i modelli storici alle condizioni originali usando materiali e tecniche dell’epoca.
Al FuoriConcorso, invece, debuttava per la prima volta la Zonda Cervino, creazione del programma Unico: non un restomod e non un restauro, ma la reimmaginazione completa di un telaio esistente secondo i desideri di un singolo collezionista. La Cervino è una Roadster con carrozzeria ridisegnata in bicolore blu metallizzato e fibra di carbonio a vista, airscoop sul tetto, ala posteriore fissa e appendici aerodinamiche anteriori specifiche. L’assetto è stato completamente rivisto con nuovi ammortizzatori, per colmare – come dice la stessa Pagani – il divario tra l’anima analogica della Zonda e gli standard prestazionali contemporanei.
La Zonda compie nel 2026 ventisei anni dalla propria prima apparizione pubblica, eppure continua a generare progetti irripetibili. Un paradosso meraviglioso che Horacio Pagani sintetizza con poche parole: “Sia attraverso il programma Rinascimento, che onora il passato, sia attraverso il programma Unico, che spinge i confini del futuro, l’Atelier continua a creare capolavori destinati a trascendere il tempo.”
FuoriConcorso KraftMeister: il tributo all’ingegneria tedesca
Il FuoriConcorso 2026 ha scelto come tema KraftMeister, un omaggio alla cultura automobilistica e alla manifattura tedesca. Il format ideato da Guglielmo Miani, distribuito tra i giardini di Villa del Grumello e Villa Sucota affacciati sul lago, ha celebrato l’ingegneria germanica attraverso un percorso immersivo: auto iconiche di serie, leggende del motorsport, concept car e creazioni dei più celebri tuner tedeschi. Oltre alla Kimera K-39, il FuoriConcorso ha visto il debutto della BODO Gran Turismo Coupé firmata Brabus, un’ulteriore conferma della vocazione del marchio verso il coachbuilding di alta gamma.
BMW M3 E30: quarant’anni di una leggenda
Nell’edizione 2026 c’era anche uno spazio speciale dedicato alla celebrazione pura: i quarant’anni della BMW M3. La mostra Touring Car Legends, allestita nel parco di Villa Erba, ha riunito le versioni da competizione della M3 E30 – quelle che tra fine anni Ottanta e inizio Novanta dominavano la scena delle gare turismo – insieme alle loro rivali storiche del DTM e dei campionati europei.
A dare voce alle vetture erano i piloti che le hanno guidate: Johnny Cecotto, Emanuele Pirro e Roberto Ravaglia, presenti per sessioni di fan talk e incontri con il pubblico. Una cerimonia intima e autentica, lontana dalla spettacolarizzazione dei grandi eventi motoristici. Il BMW M3 Meadow, area dedicata a tutte le generazioni della sportiva di Monaco, ha completato il tributo con esemplari provenienti da club e collezionisti internazionali.
La M3 E30 non è soltanto il punto di partenza di una delle dynasty più prolifiche nella storia delle automobili sportive. È il manifesto di un’idea: che un’auto di serie possa essere anche un’arma da competizione. Un’idea che, a quarant’anni di distanza, continua ad alimentare ogni nuova generazione del modello.
L’asta Broad Arrow: quando l’automobile diventa bene rifugio
Attorno al Concorso ruota un ecosistema che mescola passione, cultura e finanza. L’asta internazionale organizzata da Broad Arrow Auctions, società del gruppo Hagerty e partner ufficiale di BMW AG per l’evento, ha portato sul Lago di Como oltre settanta auto da collezione messe all’incanto nelle giornate del 16 e 17 maggio, con anteprime aperte già dal 15.
Tra i lotti di punta figuravano nomi capaci di far battere il cuore a qualsiasi appassionato: una Bugatti Type 43 Roadster del 1929 carrozzata da Eugène Matthys, una Bugatti Type 37 Grand Prix del 1926, una Ferrari F40 del 1990 e una BMW M3 GTS del 2011. La Pagani Zonda 760 Unica Roadster – one-off in Blue Carbon con V12 da 760 cve cambio manuale – figurava tra i lotti più esclusivi, con una stima tra i 9,5 e i 12 milioni di euro.
Il mercato delle auto storiche non conosce inversioni di tendenza: le vetture più rare e iconiche si rivalutano costantemente, trasformando Villa d’Este in qualcosa che assomiglia sempre più a una borsa internazionale del lusso su quattro ruote. Un fenomeno che racconta come l’automobile abbia definitivamente conquistato lo status di bene rifugio, accanto all’arte e agli orologi di alta gamma.
L’asta Broad Arrow: quando l’automobile diventa bene rifugio
Chiudiamo con una riflessione che attraversa tutta l’edizione 2026. BMW Group Classic, padrone di casa e regista dell’evento, ha usato ancora una volta Villa d’Este come piattaforma strategica: presentare il rilancio di Alpina, celebrare il patrimonio storico del marchio con i quarant’anni della M3 e mostrare come il lusso automobilistico si stia ridefinendo nell’era della transizione verso l’elettrificazione. Il messaggio è chiaro e coerente: mentre i saloni tradizionali perdono centralità, gli eventi selettivi e immersivi come quello di Cernobbio diventano i luoghi più preziosi per costruire narrazione, posizionamento e desiderio.
Nel frattempo, marchi come Kimera e Pagani dimostrano che c’è ancora spazio per progetti radicalmente artigianali, capaci di emozionare senza compromessi. Un messaggio che risuona particolarmente forte in un settore sempre più dominato da software, schermi e omologazione estetica.
Villa d’Este 2026 sarà ricordata come l’edizione in cui il futuro del lusso automobilistico ha preso forma in riva al lago. E la prossima edizione è già lì, pronta a superarla.