Dodge Challenger SRT Hellcat, l’ultimo ruggito d’America

Settembre 14, 2026

TAG: Dodge, Dodge Challenger, Hellcat, muscle car, Test drive

Il mito americano che non cede il passo

Non è un’auto pensata per essere perfetta. È pensata per essere memorabile.

Nata nel 2015 come la versione più estrema della gamma Challenger, la Hellcat ha attraversato quasi un decennio di carriera diventando, di fatto, l’ultima grande interprete della muscle car americana tradizionale: motore V8 sovralimentato davanti, trazione posteriore, cambio manuale disponibile per chi vuole ancora sentirsi parte della leggenda.

Design ed esterni

Il linguaggio stilistico della Challenger guarda dritto agli anni Settanta, alla prima generazione del 1970, e non se ne vergogna affatto. Cofano lungo e piatto, doppia presa d’aria centrale, fari tondi a LED che reinterpretano in chiave moderna il frontale originale, coda corta con il caratteristico light bar posteriore a tutta larghezza che oggi è diventato una firma stilistica riconoscibile a colpo d’occhio.

Le versioni speciali della serie “Last Call” come la Black aggiungono dettagli che raccontano una storia: la finitura Gator Grain sul tetto, i loghi “DODGE” a tutta lunghezza sul cofano, il badge SRT Hellcat annerito. Sono edizioni che trasformano un’auto già iconica in un pezzo da collezione ancora prima di uscire dal concessionario.

Motore e powertrain

Il cuore della Hellcat è il celebre V8 6.2 litri sovralimentato HEMI, un motore che nelle sue varie declinazioni ha toccato numeri impensabili per un’auto di serie: si parte dai 707 CV della prima Hellcat, si passa per i 717 CV della Jailbreak (la versione con cambio manuale a 6 marce e differenziale autobloccante), fino ad arrivare agli 807 CV della Black Ghost e ai 797 CV della Redeye Widebody.

Un compressore volumetrico alimenta il motore attraverso un corpo farfallato da 92 mm, capace di ingurgitare l’equivalente della potenza erogata da una Ford Fiesta base soltanto per far girare la ventola del compressore. Ogni singolo motore viene testato al banco per 42 minuti prima di essere installato in fabbrica, un livello di attenzione artigianale raro per un’auto prodotta su scala industriale.

Cambio, sterzo e assetto

Il vero valore aggiunto delle versioni Jailbreak e delle Last Call più estreme è la disponibilità del cambio manuale a sei marce, abbinato a un differenziale autobloccante che permette di dosare la potenza in modo molto più diretto rispetto alla trasmissione automatica a 8 rapporti, comunque disponibile per chi preferisce un approccio più rilassato.

Lo sterzo si distingue per una risposta pronta e ben calibrata, con un peso che aiuta a domare una vettura che, va detto senza giri di parole, resta un animale difficile da tenere a bada. Il rollio in curva è presente e percepibile, non è un’auto pensata per il misto stretto ma proprio questa imperfezione fa parte del fascino: la Hellcat non nasconde la propria natura di bestia da linea retta.

Prestazioni

Lo scatto da 0-100 km/h in 3”9 secondi (0-60 mph in 3”7-3”8 secondi a seconda della versione) colloca la Hellcat in una categoria di accelerazione che fino a pochi anni fa era riservata alle supercar europee. La velocità massima di 320 km/h (199 mph) supera persino quella di una Porsche 911 GT3, un dato quasi provocatorio verso il mondo delle sportive europee.

Il quarto di miglio viene coperto in poco più di 11 secondi, un tempo da drag strip vero e proprio. Numeri che, uniti al suono inconfondibile del V8 sovralimentato rendono la Hellcat un’esperienza sensoriale prima ancora che tecnica.

Frenata e tenuta di strada

L’impianto frenante, con dischi autoventilati forati da 390 mm anteriori pinzati da 6 pistoncini e da 350 mm posteriori a 4 pistoncini, è dimensionato per gestire i quasi 2.100 kg di peso operativo dell’auto, un valore importante, che ricorda quanto la Hellcat sia più vicina a una granturismo pesante che a una sportiva leggera in stile europeo.

Sul bagnato o su fondi sconnessi, l’elettronica di stabilità in modalità Track lascia un margine di divertimento generoso senza però abbandonare completamente il guidatore: derapate e pattinamenti sono a portata di un colpo di acceleratore, ma il sistema interviene prima che la situazione diventi davvero pericolosa.

Comfort e usabilità quotidiana

Con i suoi 5,02 metri di lunghezza, la Challenger Hellcat è un’auto ingombrante ma sorprendentemente vivibile: il bagagliaio è generoso per gli standard delle coupé sportive, i sedili posteriori offrono uno spazio reale (seppur limitato in altezza), e la posizione di guida rialzata rispetto a molte rivali europee la rende meno faticosa nell’uso quotidiano.

Il vero limite nell’uso di tutti i giorni resta il consumo: con l’acceleratore usato con generosità, il serbatoio da 58 litri può svuotarsi in appena 13 minuti di guida sportiva continuativa, ma questo è inevitabile viste la cilindrata e le potenze in gioco.

Tecnologia e interni

Gli interni della Hellcat non inseguono il lusso digitale delle rivali tedesche: l’abitacolo, pur dignitoso nella finitura con inserti in Alcantara e pelle Laguna nelle versioni più ricche, resta fedele a un’impostazione più essenziale, quasi “da corsa”, dove il protagonista assoluto è il pulsante rosso di avviamento motore.

Il sistema infotainment U-connect, con schermo da 8,4 pollici, è funzionale ma non punta a competere sul terreno della tecnologia pura. È una scelta filosofica precisa: la Hellcat non vuole essere la Tesla delle muscle car, vuole essere l’ultima, autentica erede di un’epoca che sta finendo. E in questo, secondo entrambe le fonti video analizzate, riesce perfettamente nel suo intento.

L’analisi voce per voce
Esterni
Design:
Linee retro anni ’70 reinterpretate in chiave moderna, cofano lungo con doppia presa d’aria, light bar posteriore a tutta larghezza, finiture speciali Last Call (Gator Grain, loghi cofano)
Interni
Posto guida: Rialzato rispetto alle rivali europee, comodo nell’uso quotidiano ma poco contenitivo in guida sportiva
Plancia: Impostazione essenziale, pulsante rosso di avviamento come elemento scenico, schermo U-connect da 8,4″
Abitabilità: Generosa per il segmento, posti posteriori reali seppur con altezza limitata
Bagagliaio: Ampio per una coupé sportiva, adatto anche a un uso da granturismo
Qualità
Alcantara e pelle Laguna nelle versioni Last Call, plastiche più rigide su alcune zone secondarie
Tecnica
Motore: V8 6.2L sovralimentato HEMI, da 707 a 807 CV a seconda della versione, compressore volumetrico con corpo farfallato 92mm
Cambio: Manuale 6 marce (versioni Jailbreak/Last Call) o automatico 8 rapporti, differenziale autobloccante
Sospensioni: Taratura orientata alla trazione in accelerazione, rollio percepibile in curva
Sterzo: Diretto e ben calibrato, peso adeguato a domare la potenza disponibile
Frenata: Dischi forati 390mm anteriori (6 pistoncini) e 350mm posteriori (4 pistoncini)
Prestazioni
Velocità massima: 320 km/h
Accelerazione 0-100 km/h: 3”9 secondi
Comfort
Buono nell’uso quotidiano, posizione di guida rialzata poco faticosa
Assetto piuttosto rigido nelle modalità sportive, più permissivo in modalità Comfort/Auto
Tenuta di strada
Inserimento: diretto ma con rollio percepibile, non paragonabile a una sportiva europea nel misto stretto
Trazione: Ottima grazie a pneumatici maggiorati (255/45/20 posteriori) e differenziale autobloccante
Dinamica: Orientata alla linea retta e al drag racing più che alla guida in pista tecnica
Tecnologia
Infotaiment: Sistema U-connect 8,4″, funzionale ma non all’avanguardia rispetto alle rivali europee
ADAS: Dotazione essenziale rispetto agli standard più recenti del segmento
PROCONTRO
Motore V8 sovralimentato iconico, sound e carattere ineguagliatiConsumi molto elevati in uso sportivo
Prestazioni da supercar a una frazione del prezzo di un’auto equivalente europeaDinamica di guida poco adatta al misto stretto
Cambio manuale disponibile, rarità sul mercato attualeFine produzione: reperibilità e valore destinati a salire

LA CONCORRENZA

Ford Mustang Shelby GT 500  V8 5.2L sovralimentato, 760 CV, 0-100 in 3,3 sec, 290 km/h (limitata), da circa 85.000 €

Chevrolet Camaro ZL1 V8 6.2L sovralimentato, 650 CV, 0-100 in 3,5 sec, 314 km/h, da circa 75.000 €

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