
Il Salone Auto Torino ha chiuso la sua terza edizione con numeri che confermano la formula open air lanciata tre anni fa. Dall’11 al 13 settembre le vie del centro storico si sono trasformate in un salone diffuso, con oltre 47 marchi presenti e più di 500.000 visitatori attesi nei tre giorni di manifestazione. Per gli appassionati di auto sportive l’appuntamento più atteso restava però un altro: il Supercar Meeting alla Reggia di Venaria, andato in scena sabato 12 settembre e diventato ormai il cuore pulsante dell’evento per chi segue il mondo delle sportive.
Un salone che si guarda, si tocca e si guida
La formula del Salone Auto Torino resta diversa da quella dei saloni tradizionali al chiuso. Le strade del centro diventano un percorso espositivo a cielo aperto, con stand distribuiti tra piazze storiche e vie pedonali. Quest’anno gli organizzatori hanno ampliato l’area dedicata ai test drive gratuiti, permettendo al pubblico di provare su strada diversi modelli in gamma senza appuntamento. È una scelta che avvicina il salone al visitatore comune, ma che negli ultimi due anni ha attirato anche un pubblico più esperto, curioso di toccare con mano novità che altrove restano dietro un cordone.
Il format open air comporta anche dei limiti. Non tutte le case automobilistiche portano a Torino le loro proposte più esclusive, e buona parte delle vetture in mostra rientra in gamme già note al mercato italiano. Per questo motivo, il resoconto di questa edizione si concentra sul quadro generale della manifestazione.
Il Supercar Meeting alla Reggia di Venaria
Il momento clou per gli appassionati di auto sportive resta il Supercar Meeting, ospitato per il secondo anno consecutivo nella cornice della Reggia di Venaria. Il parterre ha radunato alcune tra le vetture più esclusive circolanti in Piemonte, in un contesto che unisce il patrimonio barocco sabaudo alla meccanica contemporanea. L’evento ha richiamato collezionisti privati, club automobilistici locali e semplici curiosi, confermando quanto il legame tra heritage architettonico e mondo supercar funzioni bene come format di comunicazione.
Centoventi anni di Lancia, tra passato e futuro
Tra le mostre tematiche della tre giorni, spazio anche alla storia con la retrospettiva dedicata ai centoventi anni di Lancia. Un percorso espositivo che ha ripercorso decenni di corse, rally e modelli iconici, in un momento particolare per il marchio torinese, impegnato nel proprio percorso di rilancio industriale. La scelta di dedicare una mostra celebrativa proprio a Torino, città natale del marchio, ha aggiunto un tono più identitario all’edizione 2026, in un salone che vive di presente ma non dimentica da dove viene l’automobilismo italiano.
Cosa resta, oltre le foto
Il bilancio della terza edizione conferma che il Salone Auto Torino ha trovato un suo pubblico stabile, capace di crescere di anno in anno senza perdere l’impronta popolare che lo caratterizza. Per il settore delle sportive l’evento non porta grandi annunci di prodotto, ma resta un momento di visibilità importante: mette in contatto case automobilistiche, community di appassionati e un pubblico più ampio che raramente entra in un salone tradizionale al chiuso. Il prossimo banco di prova sarà capire se l’edizione 2027 riuscirà ad attrarre anche qualche debutto assoluto, alzando ulteriormente il profilo della manifestazione nel calendario automotive italiano.
Resta poi un aspetto pratico, spesso sottovalutato quando si parla di grandi saloni cittadini: l’impatto sulla mobilità locale e sull’indotto commerciale del centro storico. Le tre giornate torinesi hanno coinvolto anche ristoratori e attività del centro, con un’affluenza che gli organizzatori descrivono come il migliore delle tre edizioni. Un dato che, insieme ai numeri di afflusso, spiega perché il modello open air continui a essere replicato in altre città italiane, da Bologna a Verona, con formule simili adattate al proprio tessuto urbano.