Da 0 a 100 nel tempo di un caffè: come il lusso on demand sta cambiando i weekend dei top manager

Marzo 13, 2026

TAG: supercar, top manager, week end

L’ultima chiamata con Londra che si prolunga più del dovuto, ancora quella presentazione da terminare e, all’improvviso, una richiesta di riunione dal CEO, per definire tutti i dettagli per il lancio di quel prodotto su cui l’azienda lavora da mesi. La vita di un top manager è sempre sotto pressione: il tempo è l’unica risorsa che non si può comprare, ma solo ottimizzare.

Eppure, c’è un momento preciso della settimana che fa scomparire per magia ogni tensione. È il venerdì, quando usciti dall’ufficio si sale sulla propria sportiva e, girata la chiave, il rombo del motore ricorda che c’è tutto un weekend ancora da vivere. Un’irrinunciabile scarica di adrenalina e una sensazione di pura libertà, che naturalmente ha un costo: le auto sportive e di lusso presentano listini sempre più esorbitanti, impegnativi da affrontare anche per chi ricopre posizioni apicali in azienda, con il rischio, per il nuovo, di un rapido deprezzamento, salvo i modelli a tiratura limitata. E se vi fosse un’alternativa che permette di ridurre l’investimento nelle quattro ruote, senza rinunciare a quelle sensazioni uniche?

I limiti del possesso tradizionale dell’auto


Per un top manager, una supercar dovrebbe rappresentare lo status, garantire elevate performance e regalare pura evasione: il veicolo dovrebbe essere un’estensione del proprio successo, non un peso aggiuntivo. Eppure, il possesso tradizionale rischia di ribaltare questa equazione: la sportiva lussuosa, anziché servire il suo proprietario, finisce per richiedere risorse economiche sempre più elevate, tempo e attenzione.

Secondo una recente indagine Forbes, chi ricopre posizioni rilevanti si trova a investire cifre ragguardevoli nelle auto premium: circa 195.000 euro di media per ogni singolo acquisto. Un impegno economicamente rilevante, a cui si aggiungono elevati costi di:

  • manutenzione, in media tra 1.500 e 6.000 euro l’anno, che possono raggiungere facilmente anche i 20.000 euro annui per interventi straordinari;
  • assicurazione e sicurezza, con polizze che con le protezioni più complete possono superare le diverse decine di migliaia di euro l’anno per i modelli più esclusivi;
  • tasse, al bollo auto già elevato si aggiunge per le potenze superiori ai 185 kW il superbollo di 20 euro per ogni kW oltre a tale soglia (dopo i primi 5 anni poi decresce progressivamente con l’età dell’auto);
  • svalutazione in caso di auto nuova, poiché la maggior parte delle supercar nei primi cinque anni dall’immatricolazione perde tra il 50% e il 70% – con una media di mercato del 44,6% per i modelli più commerciali, rendendo significativo il deprezzamento annuale previsto e favorendo di fatto l’usato relativamente recente con basso chilometraggio (le transazioni di auto usate in Italia sono in media a pari a due volte le vendite del nuovo).

Considerato l’uso generalmente limitato di una supercar (non è un auto per grandi viaggi), vale davvero la pena farsi carico da soli di tutti questi costi fissi? Forse no, se si può trovare una soluzione di condivisione con un altro appassionato che ha abitudini e passioni in linea con le proprie.

La soluzione del possesso condiviso

C’è una soluzione, accessibile e moderna, che permette di approfittare della libertà dell’auto di lusso, senza rimanere soffocati dai costi. È il possesso condiviso: un modello intelligente in cui più appassionati si uniscono, per acquistare insieme una supercar, dividendone così tutti gli oneri. Ed è una tendenza in crescita, spesso non pubblicizzata, in un mercato generale dove i manager sono sempre meno interessati al possesso individuale e sempre più all’accesso alle esperienze esclusive e di lusso.

Ma quali sono i vantaggi del possesso condiviso? In linea generale, la comproprietà garantisce:

  • un investimento frazionato, perché si acquista solo una quota dell’auto, riducendo pro quota l’esborso iniziale;
  • costi realmente condivisi, con manutenzione, assicurazione, bolli e superbollo (ma anche deprezzamento nel tempo) che possono essere ripartiti proporzionalmente fra tutti i comproprietari;
  • la possibilità di acquistare in ottica di portafoglio più auto in condivisione all’aumentare dei numero di comproprietari (esempio quattro amici che comprano due auto sportive che possono ruotarsi anche nell’uso quotidiano.

Lifestyle Match: quale auto riflette al meglio il tuo weekend mood?

Risolti i problemi d’accesso e di costi ricorrenti grazie al possesso condiviso, non resta che sognare: quale veicolo si adatta meglio al mood del weekend di un manager appassionato di auto? Le alternative non mancano di certo:

  • per un week end romantico in Costa Azzurra, sulla litoranea da Cannes a Saint Tropez, perché non puntare su una cabrio con cavalli e sound indiscutibili, le opzioni non mancano: Posche 911 cabrio, Ferrari Portofino, Mercedes SL: il loro mix di stile e sportività è perfetto per sfrecciare sulle strade che costeggiano il mare a capote aperta;
  • per un’uscita in giornata su un passo di montagna con gli amici, serve invece una BMW M3 per poter assaporare il sovrasterzo in uscita di curva e qualche “fumata” al posteriore;
  • per un fine settimana romantico sui colli della Toscana, perché non osare con una cabrio lussuosa? Una Bentley Continental GTC, per essere coccolati dal suo comfort inimitabile e dalle finiture di lusso in impeccabile stile british, per far davvero battere il cuore, non solo per amore;
  • per un track day adrenalinico in pista, serve invece una supercar come la Porsche 911 GT3, indiscussa regina dei circuiti: trazione posteriore, potente motore aspirato da oltre i 9.000 giri e un assetto dalla precisione chirurgica, niente di meglio per vivere una giornata in pista.

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