Audi RS4, la familiare che tiene testa alle supercar

Aprile 18, 2026

TAG: Audi RS4, auto sportiva, Familiare, Morpheus, Recensione

Ci sono familiari che fanno le familiari e familiari nascondono un set up da “supercar”: una di queste è l’iconica Audi RS4 che nella sua ultima realizzazione ha cambiato il nome in RS5 per motivi di marketing. Un modello che, nel tempo, è diventato un’icona tra gli appassionati di station wagon ad alte prestazioni, coniugando la sicurezza della proverbiale trazione Quattro con performance da vera auto sportiva.

Le origini: la prima RS4 – B5 (1999–2001)

La storia della RS4 nasce alla fine degli anni ’90, quando Audi decide di alzare ulteriormente l’asticella dopo il successo della Audi RS2 Avant. Nasce così la RS4 (generazione B5), sviluppata in collaborazione con Cosworth.

Sotto il cofano montava un V6 2.7 biturbo da 380 cv, una potenza impressionante per l’epoca, scaricata a terra tramite la trazione integrale Quattro con differenziale centrale autobloccante Torsen e cambio manuale a 6 marce. Il risultato? Uno scatto da 0-100 km/h in 4”9 secondi, per una velocità massima autolimitata di 250 km/h, numeri da vera sportiva ma con cinque posti e un bagagliaio da famiglia. In condizioni normali, la coppia era ripartita al 50% tra i due assali ma a seconda delle circostanze il differenziale ripartiva la coppia fino a 80:20.

Il salto aspirato: RS4 – B7 (2005–2008)

Con la seconda generazione, Audi cambia radicalmente filosofia. La RS4 B7 abbandona le turbine per adottare un iconico V8 4.2 litri aspirato da 420 cv, derivato direttamente dall’esperienza maturata con l’Audi R8.

Disponibile anche in versione berlina e cabrio, oltre alla classica Avant, la B7 è ricordata per il suo sound metallico e per un comportamento più “analogico”, con un motore capace di allungare fino a oltre 8.000 giri/min. È una delle RS4 più amate dai puristi.

Il ritorno al turbo: RS4 – B8 (2012–2015)

Dopo una pausa, Audi torna alla formula Avant con la RS4 B8. Il V8 resta protagonista, ma viene affinato: 450 cv, maggiore efficienza e un equilibrio complessivo superiore. Disponeva di un cambio a doppia frizione S-tronic a sette rapporti abbinata alla nota trazione integrale Quattro che si arrichiva del sistema Torque Vectoring che aveva debuttato qualche anno prima RS5 e che consentiva un trasferimento più rapido della coppia motrice fra avantreno e retrotreno.

Il design si fa più muscoloso ma sempre elegante, mentre la tecnologia a bordo cresce sensibilmente. È una RS4 più matura, meno estrema della B7 e più utilizzabile nell’utilizzo quotidiano. L’accelerazione 0-100 km/h avveniva in 4”7, la velocità massima era autolimitata a 250 km/h, innalzabile con apposito pacchetto RS a 280 km/h.

L’era downsizing: RS4 – B9 (2017-2025)

Con la generazione B9, Audi abbraccia il downsizing: il V8 lascia spazio a un V6 2.9 litri biturbo da 450 cv, sviluppato in sinergia con Porsche. La coppia aumenta sensibilmente, rendendo l’auto ancora più efficace nell’impiego stradale. Le prestazioni migliorano, i consumi si riducono e la RS4 entra definitivamente nell’era digitale, con sistemi di assistenza avanzati e un’interfaccia completamente connessa. Disponeva di un cambio automatico Tiptronic a otto rapporti e la trazione integrale Quattro. L’accelerazione da 0 a 100 km/h era contenuta in 4”1, la velocità massima era autolimitata a 250 km/h, innalzabile con lo specifico pacchetto sportiva RS a 280 km/h.

2026: RS5 elettrificata, piacerà ai puristi?

Recentemente con l’introduzione di nuovi modelli puramente elettrici Audi ha ridenominato le versione termiche anche elettrificate con i numeri dispari, per cui la nuova generazione si chiama RS5 (prima tale denominazione era riservata alle versioni coupè, cabrio e sportback).

Ma la vera novità è l’elettrificazione del V6 da 2.9 litri turbo con batteria al seguito diventando così la prima ibrida plug-in della famiglia RS. Se da un lato il motore elettrico aggiuntivo porta cavalli “facili” (la potenza complessiva combinata raggiunge i 639 cv), l’incremento di peso si fa sentire toccando i 2.370 kg in configurazione Avant.

Elettronica e differenziale con funzione Torque Vectoring sono alcune delle soluzioni Audi per mantenere inalterato il piacere sportivo di questo modello iconico che ha trovato il giusto equilibrio nelle forme, prezzo e prestazione tra la piccola RS3 e la più grande ed impegnativa RS6. La prossima normativa Euro 7 sta portando alla progressiva eliminazione delle versioni sportive puramente termiche dai listini delle varie case automobilistiche.

Un’icona senza tempo

Oggi la Audi RS4 rappresenta un’auto iconica nel suo segmento di appartenenza: una station wagon capace di tenere testa a molte sportive pure, senza rinunciare a comfort e versatilità.

In un mondo sempre più orientato verso SUV e mobilità elettrica, la RS4, ormai non più in listino, resta un baluardo per gli appassionati: un’auto che sa come farsi notarsi grazie al sound del suo V6 sovralimentato e alla sua carrozzeria con i fianchi allargati. La sua dualità – discrezione e prestazioni – le ha permesso di costruire, negli anni, il suo mito.

Il suo nome deriva da quello dei cavalli selvaggi nordamericani Mustang. Al lancio poteva contare su un motore 6 cilindri in linea da 2.8 litri di cilindrata da 105 cv con un cambio manuale a tre marce oppure un V8 da 4.2 litri da 164 cv. Ben presto cubatura e cavalleria aumentarono, il sei cilindri passo a 3.3 litri e il V8 a 4.7 litri con potenze fino a  271 cv. A partire dal 1967 venne introdotto un poderoso V8 da 6.4 litri con 320 cv, destinato a crescere toccando potenze vicino ai 400 cv.

La seconda generazione della Mustang entrò in produzione nel 1973 e vedeva ridotte le dimensioni esterne (-50 cm in lunghezza, -10 cm in larghezza, -2,5 cm in altezza rispetto alla versione precedente) anche in ottica di efficienza complessiva: questa scelta nel periodo della prima crisi petrolifera permise  di competere con successo contro le coupé sportive d’importazione giapponese.

Tale contesto internazionale spinse Ford a montare inizialmente il V6 da 2.8 litri per poi affiancarlo qualche anno più tardi ad un V8 da 4.9 litri.

Nel 1978 entrava sul mercato la terza generazione, con una carrozzeria di maggiori dimensioni. Fu prodotta anche una versione cabriolet. Disponeva inizialmente di tre motorizzazioni: un 4 cilindri turbocompresso di 2.3 litri e 145 cv (che poi arrivarono fino a 205 cv), un 6 cilindri in linea di 3.8 litri e un V8 da 4.9 litri.

La quarta generazione, in produzione dal 1993, ha visto una riprogettazione stilistica importante, iniziando ad anticipare linee e forme delle generazioni successive fino all’attuale in commercio. I motori spaziavano dal 6 cilindri in linea da 3.8 litri al V8 da 4.8 litri. Uscì di produzione nel 2004.

La quinta generazione totalmente riprogettata montava in versione base V6 da 210 cv, affiancata dalla versione GT con un V8 da 4.6 litri e 300 cv, entrambe con cambio manuale a 5 marce.

Il modello V6 ha ricevuto le attenzioni di Carroll Shelby che ha realizzato una versione speciale con compressore Paxton e potenza di 350 cv. Nel 2007 è stata introdotta la Shelby GT 500 dotata di un motore sovralimentato da 5.4 litri e 500 cv di potenza massima. A fine carriera nel 2014 la GT si arricchiva di un V8 da 5.0 litri e 420 cv con cambio manuale a sei rapporti. Nello stesso anno è stata presentata la nuova versione della Boss 302: il V8 da 5.0 fu portato a 445 cv di potenza e 515 Nm di coppia.

La sesta generazione della Mustang cambia ancora pelle radicalmente non solo a livello di design ma anche dal punto di vista tecnico con sospensioni a ruote indipendenti di tipo multilink e nuove motorizzazioni, tra cui un entry level 4 cilindri turbo da 2.3 litri e 315 cv. Altre motorizzazioni comprendevano un V6 da 3.7 litri da 310 cv e V8 da 5.0 litri da 435 cv, disponibili con cambio manuale o automatico entrambi a sei rapporti.

Con il restyling del 2017 la Mustang adotta diverse innovazioni tecnologiche quali nuove sospensioni con sistema magnetoreologico e un cambio automatico a ben 10 velocità.

Vennero introdotti diversi versioni speciali:

  • Shelby GT350, con un V8 da 5.2 litri, 533 cv e 582 Nm
  • Shelby GT350R, costruita in solo 37 esemplari, e potenza del motore estremizzata a 850 cv!
  • Bullitt, introdotta per celebrare il 50° anniversario del film Bullitt (1968), era dotata di una livrea e dettagli ripresi dalla Mustang Fastback utilizzata da Steve McQueen, la potenza era “contenuta” in 480 cv, il cambio era manuale
  • Shelby GT500, con un V8 sovralimentato con compressore volumetrico di 5.2 litri toccavai 760 cv di potenza massima.

La settima generazione della Mustang entrava in produzione nel 2023 con due motorizzazioni: un quattro cilindri turbo da 2.3 litri (315 cv) e un V8 aspirato da 5.0 litri (potenza compresa tra 450 e 500 cv in base alle versioni). La versione speciale GTD era dotata di un V8 da 5.2 litri sovralimentato per 826 cv di potenza massima.

Possedere una Mustang, sia essa una classica fastback del ’67 o una più recente Shelby GT500, significa abbracciare un mondo fatto di passioni, libertà e sound di motori poderosi e assetati. È un’auto che parla il linguaggio delle emozioni, e chi la sceglie non lo fa per moda, ma per appartenenza ad una leggenda che da oltre sessant’anni continua a far sognare generazioni di appassionati anche al di fuori degli States.

Ma la vera essenza della Mustang resta invariata: un’auto per chi vuole distinguersi, per chi non si accontenta della normalità, ma vuole sentire il sound e le vibrazioni che solo il suo poderoso V8 può trasmettere.

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