La Gen Z ama il possesso condiviso
La Generazione Z sta rivoluzionando il mondo della mobilità, con l’abbandono del paradigma della proprietà per abbracciare quello dell’accesso. È quanto emerge dai più recenti trend registrati: i giovani nati dopo il 1997 – coloro che vengono comunemente definiti Gen Z – preferiscono i modelli di possesso condiviso, si tratti della co-ownership paritaria o per quote. La ragione? La possibilità di approfittare di auto sportive dalle elevate prestazioni, senza doverne sostenere l’intero costo.
Un cambio nel concetto di proprietà

Per molti decenni, il possesso esclusivo di un veicolo ha rappresentato una delle massime aspirazioni per le nuove generazioni. Boomer e Gen X – e, seppur in misura più contenuta, i Millennial – vedevano nell’acquisto di un’automobile non solo una soluzione per conquistare autonomia negli spostamenti, ma soprattutto una modalità di affermazione sociale: le quattro ruote, in altre parole, rappresentavano una sorta di rito di passaggio nel mondo degli adulti. Dalle utilitarie alle supercar, questo paradigma è rimasto invariato per decenni: disporre di un veicolo esclusivamente proprio denotava un successo personale, indipendentemente dalle caratteristiche e dalle performance del mezzo.
Con l’arrivo della Gen Z su strada, ovvero dei guidatori nati dopo il 1997, l’archetipo del possesso esclusivo ha iniziato però a sgretolarsi. È quanto evidenzia un report McKinsey realizzato in Europa nel 2023, nel sottolineare come questa generazione sia più interessata all’accesso alle auto di lusso, anziché alla proprietà esclusiva. Non a caso:
- il 55% dei consumatori Gen Z preferisce pagare per l’accesso a beni di lusso, anziché possederli;
- sul fronte automobilistico, i giovani guidatori sono sempre più interessati a formule come il leasing, lo sharing o la co-ownership.
A identificare la Generazione Z sul mercato automotive è soprattutto l’esperienza: come emerge da una ricerca condotta dall’Università Bocconi, per i più giovani l’auto non è un semplice mezzo da intestarsi, bensì un complesso universo di fattori che vanno ben oltre alle quattro ruote. La Gen Z effettua infatti scelte di mobilità che non tengono conto unicamente di performance, efficienza e sicurezza, ma anche e soprattutto di lusso e comfort alla guida, il tutto con un occhio di riguardo ai costi e, possibilmente, anche alla sostenibilità. In altre parole, non è più rilevante che l’auto sia “esclusivamente mia”: può essere anche condivisa, purché offra quell’esperienza che la Gen Z si aspetta al volante.
Le ragioni alla base dello shift culturale

L’approccio “access over ownership” che sta sempre più caratterizzando la Gen Z non sembra essere una semplice tendenza momentanea, ma un vero e proprio shift culturale anche per il settore del lusso. Coinvolge infatti gli ambiti più disparati, dalla tecnologia all’immobiliare, passando appunto per le auto sportive. Un esempio eclatante ormai consolidato è quello del possesso condiviso di yacht, che vede anche nei giovani un segmento di mercato di interesse. Ma quali sono le ragioni alla base di questo processo?
Dall’ostentare all’esserci
La Gen Z tende a considerare l’auto come uno strumento per vivere esperienze di lusso, non come bene da possedere a tutti i costi. Le quattro ruote non rappresentano più un mero status symbol, diventando invece un alleato per rafforzare la propria identità individuale.
È quanto evidenzia un’analisi di EuroAmerican: si passa dallo “showing off” allo “showing up”, ovvero dall’ostentare all’esserci. In tal senso, per esserci – ovvero, vivere appieno l’esperienza dell’auto sportiva – non è necessario disporre di una supercar ad uso esclusivo, può essere più che sufficiente il noleggio, lo sharing o il possesso condiviso.
Piena esperienza, a costi contenuti
Per una generazione entrata relativamente da poco sul mercato del lavoro, il vecchio paradigma del possesso esclusivo si scontra, giocoforza, con il desiderio di vivere la miglior esperienza possibile. Con costi di acquisto e manutenzione decisamente elevati, non tutti i rappresentanti della Gen Z si trovano infatti nelle condizioni di permettersi da soli una supercar.
I nuovi modelli di sharing – primo fra tutto, il possesso condiviso – permettono quindi di accedere al mondo delle supercar, massimizzando le esperienze senza compromessi finanziari. Il giovane che decide di condividere la proprietà del veicolo con più persone può infatti approfittare di:
- un investimento iniziale più contenuto, con quote d’ingresso più abbordabili rispetto all’acquisto completo;
- delle spese di manutenzione minori, perché ripartite su più proprietari;
- una piena esperienza di guida, senza rinunciare a comfort, lusso e performance per ragioni di budget.
Il possesso condiviso si trasforma in un acquisto intelligente, per una generazione che vuole sperimentare le emozioni di un’auto sportiva, prestando al contempo particolare cura alle proprie finanze. Servizi come Morpheus rappresentano appieno questa evoluzione, grazie alla possibilità di disporre di un’auto sportiva condivisa, ottimizzando le proprie risorse finanziarie e sfruttando servizi e strumenti digitali per la sua gestione. Una soluzione moderna e pratica, in definitiva, perfettamente allineata ai valori della Gen Z.