L’acquisto in comproprietà di una supercar apre nuove opportunità ma anche scenari complessi, soprattutto quando i soggetti coinvolti nell’acquisto si conoscono poco o nulla. In queste operazioni il momento più delicato resta sempre lo stesso: il pagamento.
Quando due (o più) co-acquirenti devono coordinarsi per versare importi elevati e finalizzare l’acquisto da un venditore, emergono timori concreti. Chi versa per primo? Come si garantisce che tutti rispettino gli accordi? E soprattutto: cosa succede se qualcosa va storto?
Il problema della fiducia nella comproprietà
A differenza di una compravendita tradizionale, nella comproprietà entrano in gioco più parti, spesso senza uno storico di relazioni. Questo amplifica il rischio:
- uno degli acquirenti potrebbe versare la propria quota senza che gli altri completino il pagamento
- il venditore potrebbe ricevere solo una parte dell’importo e trovarsi bloccato
- uno dei soggetti potrebbe cambiare idea all’ultimo momento, mettendo in difficoltà l’intera operazione.
Il risultato è un vero e proprio stallo decisionale: nessuno vuole esporsi per primo senza garanzie concrete.
I limiti dei metodi di pagamento tradizionali
Anche nel contesto della comproprietà, i metodi di pagamento più diffusi continuano a presentare criticità, non riuscendo a superare la classica fase di stallo dove:
- chi compra vuole pagare quando ha il veicolo intestato. Ma se poi non paga?
- chi vende vuole il saldo prima di firmare il passaggio di proprietà. Ma se poi non firma o non consegna l’auto o se la stessa è soggetta a sequestri, vincoli o gravami?
Nessun metodo di pagamento tradizionale, come sottolineato anche da Quattroruote, è in grado di tutelare davvero ambedue i soggetti.
Bonifico ordinario
Il bonifico ordinario è spesso utilizzato in questa tipologia di compravendita, ma i tempi di accredito e la possibilità di revoca lo rendono uno strumento vulnerabile.
Rischi per chi compra
Un co-acquirente potrebbe dimostrare di aver effettuato il pagamento, salvo poi annullarlo prima che arrivi al destinatario, oppure il venditore, una volta incassata la somma, potrebbe rendersi irreperibile, senza mai completare il passaggio di proprietà e quindi senza mai consegnare l’auto.
Rischi per chi vende
Il venditore potrebbe cadere vittima di un compratore truffaldino che potrebbe mostrare una distinta di pagamento, allo scopo di farsi cedere l’auto, per poi richiedere il richiamo del bonifico prima dell’accredito alla sua controparte.
Bonifico istantaneo
Nonostante venga percepito come più sicuro, presenta limiti operativi importanti: soglie di importo, blocchi bancari di sicurezza e problematiche legate a transazioni tra soggetti senza rapporti pregressi. Queste condizioni possono essere sfruttate per spingere le parti verso soluzioni improvvisate e meno sicure proprio nei momenti decisivi.
Rischi per chi acquista
Un venditore truffaldino, approfittando dell’irrevocabilità del bonifico istantaneo, dopo aver ricevuto il saldo da parte di uno o più co-proprietari potrebbe:
- sparire senza consegnare il mezzo
- non firmare il passaggio di proprietà
- non presentarsi all’appuntamento presso l’agenzia di Pratiche Auto
Inoltre, tramite attività di phishing, un malintenzionato potrebbe aver accesso indebito al conto corrente dei compratori o di uno degli stessi, per poi effettuare bonifici istantanei multipli verso propri conti o quelli di complici.
Trovate maggiori dettagli anche su questo articolo di Quattroruote.
Rischi per chi vende
Anche chi vende è soggetto a rischi se si opta per l’utilizzo di un bonifico istantaneo, infatti il compratore truffaldino, adducendo problemi nell’eseguire il bonifico istantaneo potrebbe convincer la controparte ad accettare i metodi di pagamento meno sicuri, oppure potrebbe anche versare il denaro da conti correnti di ignari soggetti terzi truffati, portando così a termine la cosiddetta “truffa della triangolazione”.
Sempre su Quattroruote trovate un approfondimento in merito.
Assegni (anche circolari)
Ancora oggi sono molto utilizzati, ma facilmente soggetti a falsificazioni o clonazioni. Il rischio è scoprire l’irregolarità solo dopo aver completato il passaggio di proprietà o aver formalizzato la quota di comproprietà.
Rischi dell’assegno circolare per chi compra
L’acquirente è esposto a rischi anche se intende pagare l’auto con un assegno circolare. Ad esempio, con la scusa di accelerare la transazione e la consegna del veicolo, il venditore potrebbe richiedere agli acquirenti di inoltrare una fotografia dell’assegno circolare. Ottenuto il materiale il falso venditore, truffatore, con l’assegno e lo incassa. Il compratore avrà ancora in possesso il titolo originale, ma il denaro sarà già stato depositato presso le casse del truffatore.
Sempre su Quattroruote trovate un approfondimento in merito.
Rischi dell’assegno circolare per chi vende
Il venditore potrebbe essere pagato con assegni circolari falsi o clonati. Questi falsi riescono a superare i primi controlli della banca, ed è bene sapere che l’accredito della liquidità versata tramite assegno circolare avviene entro cinque giorni lavorativi, tempo utile agli acquirenti truffatori per sparire con il veicolo.
Su Quattroruote trovate un approfondimento in merito.
Contanti
Totalmente privi di tracciabilità, espongono a rischi evidenti: denaro falso, provenienza illecita o addirittura situazioni pericolose durante lo scambio per non dimenticare gli importi massimi previsti dalla normativa vigente.
In uno scenario già complesso come quello della comproprietà, questi strumenti aumentano ulteriormente l’incertezza (vedi articolo su Quattroruote).
Il ruolo di Owny nella comproprietà con Morpheus
Per rendere sicure operazioni di questo tipo, è fondamentale introdurre un soggetto terzo che garantisca tutte le parti coinvolte. È qui che entra in gioco Owny, società specializzata in pagamento sicuro per la compravendita di veicoli tramite sistema di deposito a garanzia (escrow).
Integrata in un contesto innovativo come quello di Morpheus, Owny consente di gestire in modo protetto anche le operazioni di acquisto in comproprietà.
Morpheus ha infatti stretto una partnership con Owny, al fine di garantire la massima sicurezza nella delicata transazione economica.
Come funziona
- L’acquirente futuro, primo intestatario del veicolo e il venditore si registrano alla piattaforma
- Il co-acquirente primo intestatario registra l’operazione inserendo anche i dati degli altri co-intestatari
- Tutti i co-acquirenti versano la propria quota su un deposito a garanzia
- Il venditore ha la certezza che l’intero importo sia disponibile prima di procedere;
- Il denaro viene rilasciato al venditore una volta che il veicolo risulta correttamente intestato a tutti i co-intestatari.
I vantaggi concreti
- Protezione per i co-proprietari: nessuno rischia di pagare senza ottenere la propria quota di proprietà
- Tutela per il venditore: certezza dell’incasso
- Nessun rischio truffe: nessuna esposizione a bonifici revocabili, assegni falsi o pagamenti non verificabili
- Coordinamento semplificato: tutte le parti operano all’interno di un processo chiaro e controllato.
La soluzione al dilemma del pagamento
Il classico conflitto tra “pagare prima” e “incassare prima” diventa ancora più critico nella comproprietà. Senza uno strumento adeguato, il rischio è che l’operazione salti o, peggio, che qualcuno subisca una perdita economica significativa.
Con Owny, questo problema viene superato: il pagamento è gestito in modo neutrale e sicuro, garantendo contemporaneamente chi compra e chi vende.