
Porsche 718: il DNA da corsa declinato in Boxster e Cayman
La sigla 718 è alla base della denominazione dell’ultima generazione di Porsche Boxster e Cayman, e richiama la tradizione racing della casa: negli anni ’50 infatti Porsche con la 718 RSK dominava le corse di durata con il suo quattro cilindri boxer, agile e leggero, pensato per battere rivali più potenti grazie a telaio e bilanciamento dei pesi.
Da questa filosofia sono nate Boxster (prima) e Cayman poi, con l’intento di offrire un’esperienza di guida pura, con un equilibrio telaio-motore (centrale) che ricorda le origini da competizione.
La Boxster deriva il suo nome dalla fusione di due termini, legati alle caratteristiche intrinseche della vettura: il motore boxer (motore a cilindri contrapposti) disposto in posizione centrale, con raffreddamento a liquido, e la carrozzeria da roadster sportiva a due posti secchi.
Viene lanciata ufficialmente nel 1996 (sigla 986) e va a riempiere uno spazio vuoto nella gamma Porsche di allora: una roadster sportiva da collocare al di sotto della Porsche 911 (993), con l’obiettivo di allargare la clientela del marchio con un modello di accesso alla gamma, ma senza rinnegare i valori che avevano portato al successo la Porsche nel passato.
Fino al 1996 a spingere la Boxster c’è un motore a 6 cilindri contrapposti da 2,5 litri, raffreddato a liquido e strettamente imparentato al 3,4 litri della futura 996, in grado di sviluppare 204 CV, con trazione posteriore e cambio manuale a 5 rapporti (optional automatico sequenziale Tiptronic).
Con il MY 2000, viene lanciata sul mercato la più potente Boxster S, con cilindrata aumentata a 3,2 litri, in grado di erogare 252 cv.
Dopo la presentazione del nuovo modello Boxster (987) al Salone Parigi del settembre 2004, Porsche inizia lavorare sulla produzione del corrispondente modello coupé, sfruttando carrozzeria e meccanica della Boxster, con una nuova denominazione dato che si trattava di una coupé e non di una roadster.
Le sospensioni mantenevano lo stesso schema MacPherson della Boxster ma con differente taratura, legata alla maggiore rigidità torsionale del telaio, grazie alla presenza del tetto rigido.
Caso unico nel panorama della produzione automobilistica mondiale era il prezzo di listino della Coupè, più alto della corrispondente versione roadster. La Cayman S viene presentata ufficialmente al Salone di Francoforte del 2005 (MY 2006) con motore da 3,4 litri di cilindrata derivato dal 3.2 litri della Boxster MY 2005, con conseguente aumento di coppia e potenza (dai 280 CV del 3,2 litri ai 295 CV del 3,4 litri). Lo stesso propulsore verrà poi adottato dalla Boxster S.
Con la seconda generazione (987, 2005-2011) vengono introdotti aggiornamenti estetici (fari in primis) e, qualche anno dopo, novità tecniche quali il cambio PDK a un doppia frizione a sette marce (in sostituzione del vecchio sistema Tiptronic) e il differenziale autobloccante meccanico.
La generazione successiva (981, 2012-2015) vede crescere progressivamente la potenza dei propulsori e le loro cubature, sia per la versione base che per la S.
Come base per lo sviluppo alle competizioni sono lanciate sul mercato alcune versioni speciali:
- la GTS (2014) con potenza portata a 340 cv
- la GT4 (2015), dotata del propulsore della Carrera S da 3,8 litri, depotenziato a 385 CV (rispetto ai 400 originari), disponibile unicamente con il cambio manuale a 6 rapporti.
Con l’ultima generazione (982, 2016-) Porsche riprende la denominazione del passato (718) sia per la Boxster (che diventa 718 Boxster) sia per la Cayman (718 Cayman), e spinta da normative e da esigenze di efficienza fa una scelta controversa sui propulsori: ritorna al 4 cilindri turbo di 2 litri, ottenuto rimuovendo 2 cilindri dal 3 litri della 911.
I nuovi motori erogano 300 cv (2.0 litri per la versione base) e 350 cv (2.5 litri per la versione S, con turbina a geometria variabile) offrono coppia immediata, più potenza specifica e performance superiori ai vecchi aspirati, ma il sound non convince gli sportivi appassionati del marchio.
Anche per questa generazione sono proposte versioni speciali: nel 2019 esce la nuova versione della Cayman GT4 che abbandona il 4 cilindri turbocompresso per tornare a un 6 cilindri aspirato da 4.0 litri con 420 CV (la versione Boxster prende il nome di Spyder), mentre nel 2020 viene commercializzata la versione GTS che come la GT4 abbandona il 2,5 litri turbocompresso per adottare il 4.0 litri aspirato della GT4 ma depotenziato a 400 CV. Infine nel 2021 Porsche presenta la 718 GT4 RS, che con un 4.0 litri aspirato derivato dalla 911 GT3, eroga 500 CV e 450 Nm, da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e velocità massima di 315 km/h.
Quest’ultima realizzazione rappresenta la 718 definitiva, un’arma da track-day capace di dare filo da torcere a modelli di categoria superiore, diventando un vero pezzo da collezione per gli appassionati del marchio.
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La 718 rappresenta l’anello di congiunzione tra la tradizione sportiva Porsche e le esigenze moderne di efficienza e regolamentazione. Boxster e Cayman sono vetture che permettono un accesso al mondo Porsche più “puro”, con un telaio bilanciato e motori che spaziano dall’efficienza del 2.0 litri turbo all’esaltazione meccanica del 4.0 litri aspirato di derivazione 911 GT3, sempre più ricercato dagli appassionati nell’ottica di collezione ed investimento.
Chi sceglie una 718 termica, in un’epoca di transizione verso l’elettrico, trova un modello sempre più desiderabile come ultimo baluardo della meccanica pura.
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